Sulla politica economica e sociale del governo Berlusconi ho già detto quello che pensavo. L'unico appunto ulteriore è che mi sembra evidente che mister B. sta cercando di fomentare tensioni di vario genere. E' bene non cascarci. La protesta sta montando, è necessario allargare la solidarietà intorno ai manifestanti, non isolarsi.
Passo a raccontare un episodio che riguarda il mio coinquilino africano. Preciso che mi limiterò a ricostruire i fatti come sono andati, senza aggiungere nulla di personale.
L'altro giorno incontro il mio vicino di stanza in cucina, e ci mettiamo a chiacchierare. A un certo punto lui mi chiede qual è il salario medio in Inghilterra. Io rispondo che penso si aggiri intorno alle 2.000-2.500 sterline al mese (in realtà è più basso, intorno ai 1.7-1.800 ma lui si riferiva a persone qualificate). Lui dice di non crederci. E' visibilmente deluso. Dice che gli ho sconvolto i piani. Gli chiedo cosa si aspettasse. E lui: beh, dopo essermi laureato, pensavo di prendere 10.000 sterline al mese, o almeno 5.-6.000, i primi mesi. Come dire, gli ho distrutto Lamerica...
Ma adesso viene il bello. Lui è deluso, e inizia a pensare cosa potrebbe fare. Io gli dico che per diventare ricco non è indispensabile essere laureati, anzi spesso non c'è relazione tra le due cose. Mi chiede come potrebbe fare ad aprire un negozio. Poi continua a pensare, e a un certo punto se ne scappa fuori dicendo che vorrebbe fare il prete. Ma, precisa subito, non il "prete dei neri", ma il "prete dei bianchi" (non so bene come prendere quest'affermazione). Io gli dico che beh, se è credente potrebbe essere una buona idea, è un settore in cui manca la forza-lavoro.
A questo punto lui mi chiede se credo o no. Io gli spiego che non credo. Lui mi dice di essere cristiano pentecostale, e inizia a sollevare una serie di domande filosofiche, cercando di mettermi in difficoltà. Io, un po' scocciato, rispondo colpo su colpo. Lui insiste con tono assertivo, e io inizio ad irritarmi. Lui mi spiega che vuole andare in giro a "convincere i bianchi del messaggio di Dio". Io rispondo che faccia quel che vuole, ma che deve essere tollerante verso chi non la pensa come lui.
Da allora, a parte un paio di frecciatine (ieri mi ha visto con un libro e mi ha chiesto, per fare il simpatico, se fosse la Bibbia, dicendo che dovrei leggerla), non c'è più rapporto. Tanto peggio per lui. E sì che io mi ero comportato molto "cristianamente" prestandogli dei soldi per un viaggio che doveva fare a tutti i costi. Non importa. Ma il mio anticlericalismo ne esce rafforzato.
Qui però non vorrei entrare tanto sul piano personale, ma mettere in evidenza una cosa: questa repentina vocazione nasce direttamente dalla delusione per non poter guadagnare 10.000 sterline al mese. Come al solito, la Chiesa dimostra tutta la sua (pre)potenza economica, il suo essere percepita come datore di lavoro e di benefici di natura materiale. Benefici che sono subordinati all'adesione a questa o quella "dottrina", con tutti i dogmi annessi e connessi. Ovviamente l'appeal dell'abito talare è tanto più forte quanto più si è poveri e disperati. E tanto più debole (o delimitato lungo linee di "razza") è lo Stato sociale.
Con l'etica, e con l'essere "buoni cristiani" (nell'accezione comune del termine), tutto questo a poco a che fare.
mercoledì 22 ottobre 2008
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